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Sorveglianza attiva rispetto a trattamento iniziale in uomini con carcinoma prostatico a basso rischio


Negli Stati Uniti, 192.000 uomini hanno ricevuto diagnosi di carcinoma della prostata nel 2009, la maggior parte con malattia a basso rischio e clinicamente localizzata.

Il trattamento di questi tumori è associato a morbilità, e la sorveglianza attiva rappresenta un'alternativa al trattamento iniziale, ma gli esiti a lungo termine e gli effetti sulla qualità della vita non sono stati ben definiti.

Uno studio ha esaminato i benefici di qualità di vita e i rischi della sorveglianza attiva paragonata a trattamento iniziale in uomini con tumore alla prostata a basso rischio e clinicamente localizzato.

Le analisi decisionali sono state effettuate utilizzando un modello di simulazione: alla diagnosi, gli uomini sono stati trattati con brachiterapia, radioterapia a intensità modulata o prostatectomia radicale o seguiti con sorveglianza attiva ( una strategia di stretto monitoraggio dei pazienti con nuova diagnosi con misurazioni seriali dell'antigene specifico prostatico [ PSA ], esplorazioni digitali rettali e biopsie e con trattamento al progredire della malattia o per scelta del paziente ).

Nel caso base, il rischio relativo di morte specifica per carcinoma prostatico per trattamento iniziale verso sorveglianza attiva è stato fissato a 0.83.

Gli uomini sono andati incontro a effetti avversi a breve e lungo termine correlati al trattamento.

Sono state coinvolte coorti ipotetiche di uomini di 65 anni con nuova diagnosi di tumore prostatico clinicamente localizzato e a basso rischio ( livello di PSA inferiore a 10 ng/mL, stadio di malattia inferiore o uguale a T2a e punteggio di Gleason inferiore o uguale a 6 ).

La principale misura di esito era l'aspettativa di vita aggiustata per la qualità ( QALE ).

La sorveglianza attiva è risultata associata a una maggiore aspettativa di vita aggiustata per la qualità ( 11.07 anni di vita aggiustati per la qualità [ QALY ] ), seguita da brachiterapia ( 10.57 QALY ), radioterapia a intensità modulata ( 10.51 QALY ) e prostatectomia radicale ( 10.23 QALY ).

La sorveglianza attiva è rimasta correlata alla più alta aspettativa di vita aggiustata per la qualità anche nel caso in cui il rischio relativo di morte specifica per carcinoma alla prostata per trattamento iniziale versus sorveglianza attiva fosse risultato più basso di 0.6.

Tuttavia, il guadagno in aspettativa di vita aggiustata per la qualità e la strategia ottimale sono largamente dipendenti dalle preferenze individuali relative a sorveglianza attiva o a trattamento.

In conclusione, per un uomo di 65 anni la sorveglianza attiva è un approccio ragionevole in caso di cancro alla prostata a basso rischio sulla base della aspettativa di vita aggiustata per la qualità rispetto al trattamento iniziale; comunque le preferenze soggettive giocano un ruolo centrale nel decidere per il trattamento o per la sorveglianza attiva. ( Xagena2010 )

Hayes JH et al, JAMA 2010; 304: 2373-2380


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