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Lenvima in combinazione con Everolimus come trattamento per il carcinoma a cellule renali avanzato


Lenvatinib mesilato ( Lenvima ) è un inibitore multiplo del recettore della tirosin-chinasi somministrato per via orale con una nuova modalità di legame che inibisce selettivamente le attività chinasiche dei recettori VEGF ( VEGFR1, VEGFR2 e VEGFR3 ) e dei recettori FGF ( FGFR1, FGFR2, FGFR3 e FGFR4 ) in aggiunta ad altre tirosin-chinasi correlate ai pathway pro-angiogenici e oncogenici ( tra cui, il recettore di PDGF [ PDGFR-alfa ]; KIT, e RET ) coinvolti nella proliferazione tumorale.

Lenvima ha ricevuto negli USA l’approvazione per una ulteriore indicazione, in combinazione con Everolimus per il trattamento dei pazienti con carcinoma renale avanzato dopo una precedente terapia anti-angiogenica.
Domanda di approvazione per l'indicazione carcinoma renale avanzato o metastatico è stata presentata nell’Unione Europea nel gennaio 2016.

Sono in corso studi clinici per valutare Lenvatinib in diversi altri tipi di tumore, come il carcinoma epatocellulare ( fase III ), il carcinoma endometriale ( fase II ), il tumore delle vie biliari ( fase II ), e in combinazione con un inibitore del checkpoint immunitario ( fase Ib/II ).

Lo Study 205 è uno studio multicentrico, randomizzato, in aperto, che ha valutato la combinazione di Lenvatinib ( 18 mg ) più Everolimus ( 5 mg ), Lenvatinib da solo ( 24 mg ), ed Everolimus da solo ( 10 mg ) nei pazienti con forma avanzata o metastatica non-operabile di carcinoma a cellule renali dopo una precedente terapia anti-VEGF.
Lo studio è stato effettuato nell’Unione Europea e negli Stati Uniti.
153 pazienti sono stati randomizzati, in un rapporto 1: 1: 1, a uno di tre bracci di trattamento per confrontare l'efficacia e la sicurezza di questi tre regimi.

Dai risultati dello studio, la combinazione di Lenvatinib più Everolimus ha dimostrato una significativa estensione della sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) nell’endpoint primario dello studio rispetto al gruppo solo Everolimus ( PFS mediana per il gruppo Lenvatinib più Everolimus: 14.6 mesi vs mediana PFS per il solo gruppo Everolimus: 5.5 mesi; hazard ratio, HR=0.40 [ 95% CI: 0.24-0.68 ], p = 0.0005 ).
Inoltre, la sopravvivenza mediana libera da progressione per il gruppo solo Lenvatinib è stata pari a 7.4 mesi, dimostrando un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione rispetto al gruppo solo Everolimus ( HR=0.61 [ IC 95%: 0.38-0.98 ] ).

Lo studio ha anche valutato il tasso di risposta obiettiva ( ORR ) e la sopravvivenza globale ( OS ) come endpoint secondari.
Per quanto riguarda ORR, sia il gruppo Lenvatinib più Everolimus sia il gruppo solo Lenvatinib hanno mostrato un miglioramento di ORR rispetto al gruppo solo Everolimus ( Lenvatinib più Everolimus: 43%, solo Lenvatinib: 27%, solo Everolimus: 6% ).
Inoltre, per quanto riguarda la sopravvivenza globale, una analisi aggiornata effettuata nel dicembre 2014 ha indicato che Lenvatinib più Everolimus prolunga la sopravvivenza globale rispetto al solo Everolimus ( HR=0.51 [ IC 95%= 0.30-0.88 ] ).

I più comuni eventi avversi emergenti dal trattamento ( TEAE ) riportati nel gruppo Lenvatinib più Everolimus sono stati: diarrea, diminuzione dell'appetito e stanchezza.
I TEAE più comuni di grado 3 o superiore sono stati: diarrea, ipertensione e affaticamento.

Il numero di pazienti con carcinoma renale è stato stimato in circa 338.000 unità in tutto il mondo, di cui circa 58.000 negli Stati Uniti, 115.000 in Europa e 17.000 nel Giappone.
Il carcinoma a cellule renali comprende più del 90% di tutti i tumori del rene. ( Xagena2016 )

Fonte: Eisai, 2016

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